Parla Giovanni d’Enrico nel 1632
Era l’anno del Signore 1628 quando ricevetti una lettera dalla Riviera d’Orta. Richiedevano i miei servigi per il Santissimo Monte di San Francesco, che i notabili del luogo andavano costruendo, sul modello della Nuova Gerusalemme di Varallo, ormai diventata la mia seconda casa. Io e mio fratello Melchiorre, eccellentissimo dipintore e scultore, raggiungemmo Orta per modellare in terracotte le statue della nuova e molto lodevole cappella, che mostra il fu Papa Innocenzo III dar l’approvazione della regola al santissimo Francesco. In quella stessa cappella andava dipingendo un pittore di gran talento, dal nome Antonio Maria Crespi, altresì detto il Bustino, dal paese suo d’origine, un certo Busto Arsizio, non lontano dalla gran città di Milano.
Ma proprio nel 1630 il tremendo morbo della peste raggiunse la Riviera d’Orta e colpì anche il povero Bustino, tantochè soltanto i suoi eredi poterono ricever il saldo per il suo lavoro sul Monte: ben 1250 lire! E pensar che noi “Righo”, come ci chiamano in Riviera, ricevemmo per il nostro travaglio soltanto 581 lire e 5 soldi. Ma si sa, di questi tempi non ci si può lamentare. Ringraziamo iddio che il morbo non abbia preso anche noi!