Parla lo scultore Dionigi Bussola nel 1670
Io e i miei garzoni lavoriamo sul Sacro Monte di Santo Francesco oramai da dieci anni e ora travagliamo come scultori della fabbrica intorno alla maravigliosa cappella donata del fu amico Canobio. Quivi si vedrà la solenne funzione, ove il Pontefice, sedendo all’altare, illuminato dallo Spirito Santo, decreta che Francesco si adori per Santo. Quivi si dimostrerà ogni maggior sfarzo d’apparato ecclesiastico: ori, colori, fiorami, trine, ricami, vasi e ogni altra sacra suppellettile. E un gran concorso di oltre cinquanta ecclesiastici renderà la cappella, la più sfarzosa che vi è sul monte.
Orta è città molto magnifica e nobile. Con i miei garzoni ho lavorato in altri Santissimi Monti, a Domodossola, a Varallo, a Varese e da poco tempo travaglio anche in quel di Galliate. Ma nissun luogo è maraviglioso come la Riviera d’Orta. Li signori sopra al lago mi dilettano più d’ogn’altra cosa: godo così delli piaceri della pesca e non manco mai di brindar con loro. Il vino è ottimo e il cibo non manca mai.