Parla Amico Canobio nel 1590

Ricordo il dì che visitai il Santo Monte di Varallo: quale gioia immensa per gli occhi e per lo spirito. Ma ho altresì tenuto sempre nel cuore la mia piccola Riviera d’Orta. Sicché mi decisi, nel 1588, di persuadere li abitanti della Riviera a seguire il mio alto concetto: costruir un Monte come a Varallo, per narrar con scolture e dipinti i meravigliosi gesti della vita del nostro santissimo Francesco. E chiesi anco alle divote persone di Orta d’accoglier i reverendissimi padri frati cappuccini nella veneratissima chiesia di San Nicolao. E per far prender animo nell’impresa, donai 50 ducatoni d’argento, lasciatimi dai miei defunti parenti, per costruir l’ultima e la più vaga delle cappelle del Santo Monte. E quotidianamente concorro con liberalità all’impresa. Chissà se un giorno la chiameranno col mio nome, codesta cappella. Per ora ci son soltanto li fondamenti. Se iddio mi concederà abbastanza tempo, avrò forse la buona sorte di veder il frutto del mio zelo. Se invece lascerò l’anima al Redentor nostro prima della conclusione dei lavori, resto in isperanza che gli eredi miei la possano ridurre a perfezione. Sarà l’ultima del Sacro Monte, ma la prima in bellezza!

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