La Crocifissione come modello

Tra fine Cinquecento e inizio Seicento, la Fabbrica chiese agli artisti di ispirarsi alle cappelle di Gaudenzio Ferrari, realizzate quasi un secolo prima. Nelle scene della passione di Gesù si possono chiaramente riconoscere le stesse fisionomie della Crocifissione, che si ripetono, di scena in scena, di cappella in cappella. Se osservi bene, puoi vedere come gli stessi soldati si “spostino” da un edificio all’altro: puoi vedere il brutto ceffo col nasone, il “gozzuto”, il soldato con la casacca a righe e lo strano elmo, e molti altri.

Nelle cappelle del Sacro Monte puoi leggere un racconto ben orchestrato, con una trama scritta con grande attenzione ed una regia molto attenta

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